DAL1892 - Vigili del Fuoco Volontari Chivasso

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DAL1892

STORIA

DALLE ORIGINI ALLA SECONDA GUERRA MONDIALE


A similitudine di quanto è già avvenuto in molti Comuni del Regno, anche a Chivasso, nel 1892, la municipalità decide di costruire, a sue spese ed alle sue dipendenze, un proprio Corpo di Vigili del Fuoco, per la Città ed il territorio circostante, raccogliendo in sé il già esistente e più sparuto corpo dei pompieri.
La cultura della protezione dagli incendi, già presente nella Roma di Cesare Augusto, nel I sec. d.C., con una "Milita Vigilum" di settemila uomini e poi scomparsa con la caduta dell'Impero Romano, riappare a Torino, seppur sporadica nel XIV secolo. Un Ordinato Civico dell'8 dicembre 1441 stabiliva infatti che i canali per l'acqua di irrigazione percorressero tutta la città, in modo da poter essere riutilizzati, in caso di necessità, per combattere il fuoco.
Sette anni dopo, siamo nel 1448, alcune ordinanze prescrissero ai cittadini la sostituzione graduale di tutte le coperture delle case in paglia o strami con tegole, ciò al fine di prevenire l'insorgere degli incendi e la loro propagazione.
Nell'anno 1668 il Corpo Decurionale emanava i primi provvedimenti onde coordinare l'opera della Truppa del Presidio e dei privati in caso di incendio.
Il 18 aprile 1786, Vittorio Amedeo II, con Regie Patenti istituiva il Corpo delle Guardie del Fuoco ed emanava un regolamento, composto da15 paragrafi, contenenti le norme per la segnalazione degli incendi e le modalità di intervento degli uomini e delle pompe destinate a tale servizio.
Carlo Felice, Re di Sardegna, Duca di Savoia s di Genova, principe di Piemonte, dal canto suo, il 27 aprile 1824 consegnava alla Stamperia Reale di Torino le Regie Patenti con cui "…permette lo stabilimento delle Guardie del fuoco nelle Città e Comuni…", "…provviste a diligenza delle Amministrazioni locali ed a spese del Pubblico" (doc. n.1)
Un ulteriore massiccio rilancio avvenne, forse anche un po' casualmente, per merito di Napoleone, il 1° luglio 1810, giorno in cui si teneva nell'Ambasciata d'Austria a Parigi, una festa in onore di Napoleone e sua moglie Maria Luisa.
In quell'occasione scoppiò un terribile incendio che causò molte vittime.
Napoleone capì così l'estrema importanza del servizio antincendio ed istituì immediatamente, a Parigi, il battaglione Genio Pompieri e su tutto il territorio del suo impero, compagnie di Genieri Pompieri( o Zappatori Pompieri, cioè Sapeurs Pompiers). Riscontriamo quindi che le origini dei primi Corpi di Pompieri risalgono a questo periodo: prima nelle grandi Città (Torino 1824, Milano 1811) poi nei piccoli comuni (Caselle 1797, Pinerolo 1824, Volpiano 1861, Fossano 1874, Carignano 1875, Lanzo 1886).
D'altronde verso la metà del 1800, l'uso del vapore per trazione viene già usato non soltanto per i treni ma anche per i mezzi antincendio: ecco infatti comparire, a fianco dei carri ippotrainati, le prime pompe automobili a vapore, che però non ebbero vita lunga a causa dell'elevatissimo rapporto peso potenza e del lungo tempo necessario alla pressurizzazione del circuito di locomozione, se non si voleva rinunciare ala mantenimento costante delle caldaie in pressione.
Ed a riscontro della stupenda motivazione sociale che ha contraddistinto da sempre i pompieri è piacevole ricordare come, ancor prima dell'Unità Nazionale, quasi tutti i Comandi dei Corpi Dei Pompieri d'Italia fossero riuniti nella Federazione Tecnica dei Pompieri. Una delle non molte pagine che la nostra letteratura ha dedicato, nel tempo, ai pompieri fu scritta da Edmondo De Amicis che, nel suo "Cuore", racconta la cronaca di un incendio avvenuto a Torino nella notte del 27 gennaio 1880: troviamo il tempo per andarla a rileggere.
Per quanto concerne la nostra città la formalizzazione della istituzione del locale Corpo dei Pompieri avviene nel nostro Consiglio Comunale, il 14 ottobre 1892, giorno che si può quindi considerare come quello della nascita dei Pompieri Chivassesi appunto nel 1892 (doc. n°. 2).
Tale documento venne poi approvato dalla Giunta Provinciale Amministrativa il 10 novembre 1892 ed ottenne il necessario Visto Prefettizio il 22 novembre 1892.
La nomina dei primi componenti del corpo dei Pompieri di Chivasso avviene nel Consiglio Comunale del 24 marzo 1893 che segna quindi l'inizio della sua formale operatività.
Lo stemma
riportato sul loro elmetto, che era composto dallo stemma comunale con due asce incrociate sul retro ed una fiamma al di sopra del medesimo.
L'attrezzatura è in quei tempi, inutile dirlo, elementare ma, certamente, l'entusiasmo sopperisce egregiamente a tutto: la pompa
in dotazione, a mano, è analoga a quelle di tutti gli altri Corpi del tempo e recentemente restaurata. (Schema di funzionamento) .
Essa rimase in funzione fino agli anni trenta, come avvenne nei Corpi di molti altri Comuni.
Presso i Corpi delle grandi città sono disponibili anche le prime scale aeree, costruite dalla ditta Porta di Milano, nonché le più recenti pompe a vapore.
In questi anni di inizio secolo si tenevano ormai, abbastanza regolarmente, incontri tra i vari Corpi, quasi sempre promossi dalla "Federazione Tecnica Nazionale dei Pompieri Italiani".
"La Domenica del Corriere" immortalò il celebre V Concorso Internazionale di Milano ma, pochi anni dopo, ancor più famoso, fu quello tenutosi a Torino dal 17 al 21 agosto 1911, nell'ambito dell'Esposizione Internazionale del 50° anniversario dell'Unità Nazionale.
In quell'occasione, i Pompieri di Torino si distinsero di fronte a squadre nazionali di ogni parte del mondo, dimostrando una stupenda efficienza e professionalità che fece loro guadagnare quell'immagine che ancora oggi è loro riconosciuta.
Il 6 ottobre 1910 un Regio Decreto stabilì che una Commissione Reale, specificatamente costitutiva, avrebbe studiato l'organizzazione dei Pompieri in tutti i Comuni del Regno: come spesso avviene però, soltanto nel 1928 sembrò che l'unificazione dei servizi stesse per diventare finalmente una realtà.
Una legge prescriveva, per tutti i Comuni con oltre 40.000 abitanti, l'obbligo di dotarsi di un Corpo di Pompieri e del materiale necessario perché l'opera di soccorso fosse effettivamente efficace.
Il 6 aprile 1923 il Regio Commissario per la straordinaria amministrazione del Comune di Chivasso, rilevata la necessità di mutare l'organizzazione nel servizio antincendio, mettendo nel giusto risalto l'importanza, per i pompieri, di risiedere stabilmente nel Comune medesimo, deliberò di approvare un nuovo "Regolamento per il Corpo dei Vigili del Fuoco di Chivasso".
Parecchi furono, in questo testo i principi nuovi e moderni, come, per esempio, la possibilità "…di accordare anche quei soccorsi che ha disponibili (il Corpo, n.d.t.) per i Comuni vicini"
I mestieri attitudinalmente individuati come ottimali per entrare a far parte del corpo sono il muratore, il lattoniere, il meccanico, il falegname, ottonaio.
Si precisa l'obbligo per tutti di frequentare le lezioni e le esercitazioni quindicinali, pena la cessazione automatica dal far parte del Corpo se assenti ingiustificati. I componenti del Corpo vengono assicurati, a cura e spese del Comune, contro gli infortuni. Si conferma che l'allarme è individuato in un suono di campana "con tocchi accelerati e ripetuti per otto minuti" oppure in " squilli di tromba convenzionali".
Originale, e forse anche discutibile per certi versi, risulta il disposto per cui, se all'arrivo dei Pompieri sul luogo dell'incendio, la loro opera non risulta più necessaria,  l'assegno di loro pertinenza viene dimezzato.
Questo nuovo Regolamento venne approvato dall'autorità prefettizia di Torino il 12 aprile 1923. Il 1° settembre 1928, si tenne allo Stadium di Torino, un concorso pompieristico mondiale, con la partecipazione di tutte le principali nazioni del mondo, a riconferma della estrema competitività dei nostri Vigili del Fuoco nei confronto dei loro colleghi stranieri.
Nell'ambito di questa manifestazione, espressione e confronto di tecniche operative e di abilità professionale, venne anche proposto, durante la cosiddetta "Giornata del fuoco", un piacevole nuovo gioco., l'idropallone,
Con l'emanazione del R.D.L. 10 ottobre 1935, n.2472 sull'"organizzazione provinciale e coordinazione nazionale dei servizi pompieristici", convertito poi nella legge 10 aprile 1936, n.833 nasceva a Roma, L'ispettorato Centrale Pompieri, con il compito di impartire le direttive tecniche per la prevenzione e l'estinzione degli incendi nonché per i soccorsi in genere, di competenza dei singoli Corpi provinciali, organismi tecnici dipendenti dall'Ente Provincia da cui venivano amministrati. Si potevano così coordinare le attività periferiche, limitando quelle disomogeneità che avevano caratterizzato sino da allora i servizi antincendi.
In questo nuovo quadro normativo, particolare importanza assumeva la norma con la quale, da allora, si imponeva ai comandanti delle Forze Armate e della Pubblica Sicurezza, in caso di loro intervento per il mantenimento dell'ordine pubblico, di agire in ordine alle disposizioni tecniche impartite dal comandante dei pompieri.
Successivamente, con il R.D.L. 16 giugno 1938, n 1021 si sancisce il bando dal vocabolario della parola "pompiere" e la sua sostituzione con quella di "Vigile del fuoco", forse più attinente alle nuove realtà dei servizi richiesti ma, certamente, assai meno romantica ed evocativa.
D'altronde il termine "Vigiles" già distingueva nell'antica Roma imperiale dell'epoca Augustea, nel I sec. d.C., i responsabili della sicurezza antincendio nella capitale dell'Impero. Nel 1935 viene anche proposta, da parte della Federazione Tecnica Nazionale, una nuova divisa; lo stemma , ricavato per analogia e sintesi da quelli in uso presso i vari Corpi di Pompieri, riporta, nel tondo sovrapposto alle asce incrociate, una croce, a rappresentazione del fine umanitario dell'opera del Corpo.
Nel 1939, con l'Italia sull'orlo della guerra. Il Corpo Nazionale VVF, articolato in corpi provinciali dotati di personalità giuridica, viene istituito con R.D.L. 27 febbraio 1939, n.333, successivamente convertito nella legge 29 maggio 1939, n.   960. Il personale del Corpo è di due diversi ruoli: permanente e volontario.Con la soppracitata legge di conversione si istituì, nell'ambito del Ministero dell'Interno, la Direzione Generale dei Servizi Antincendio.
I Vigili del Fuoco sono d'ora in poi, nell'ambito delle proprie funzioni, agenti di pubblica sicurezza.
Vengono distribuiti i nuovi elmetti, di foggia completamente diversa, con la calotta monoscocca e senza alcuna giunzione; costruiti con cuoio indurito, essi sono stati muniti di rinforzi metallici sulle cresta e sul perimetro esterno.


IL PERIODO BELLICO



Come è purtroppo ben noto a tutti, l'Italia entra in guerra, a fianco della Germania nazista e contro la democrazia di Inghilterra, Francia e Stati Uniti d'America, il 1° maggio 1940.
Sul nostro territorio non sono però immediati i riscontri di tale tremenda iniziativa e tutto sembra momentaneamentte continuare con gli stessi ritmi dei mesi precedenti. Probabilmente fu in questo periodo che venne assegnato alla squadra di Chivasso l'autocarro
FIAT 621 VF777, in quanto non risultando esso conferito al Corpo Nazionale Vigili del Fuoco da parte del Comune di Chivasso all'atto della sua costituzione nel 1939, appare credibile sia stato assegnato dal Comando del Corpo "Torino" in tempi immediatamente successivi a quella data. Ma le nubi della guerra in corso si fanno sempre più cupe e la preoccupazione di un bombardamento della città costituisce ormai una vera e propria paura per tutti: ecco che il nostro Geom. Vittorio Rivetti inoltra all' 83° Comando Provinciale VVF "Torino" la proposta di inserire anche a Chivasso tra le località dell'immediata periferia torinese in cui si sta programmando, come è già avvenuto nell'ambito della Città di Torino, la costituzione di settori VVF in servizio permanente, a protezione delle industrie esistenti e dei nuclei urbani più consistenti dagli effetti devastanti dei bombardamenti aerei alleati. D'altronde, già era stato disposto che le squadre dei Vigili del Fuoco intervenissero immediatamente ove necessario, anche nel corso delle incursioni aeree nemiche.
Ed a tale ordine tutti i Vigili del Fuoco sempre si attennero. Chivasso a quell'epoca, conta circa 14.000 abitanti e rappresenta, con la sua decina di stabilimenti, una realtà industriale di discreta importanza.
Ecco quindi che, all'inizio del 1942, il presidio fisso, a miglior protezione dalle bombe incendiare degli aerei alleati, è una realtà
In una delle rarissime fotografie dell'epoca, vediamo rappresentato il nostro Franceso Petratto
, che in piedi a fianco di un collega, sta analizzando una cartografia della zona; sullo sfondo il tabellone dei nodi che ancora oggi rappresenta nella caserma chivassese, con l'immediatezza necessaria, la importantissima tecnica dei nodi con le funi.
In altre fotografie sono rappresentati l'ingresso
ai locali della caserma. Fin questo periodo bellico la cucina, l'autorimessa.
Accellerando un processo storico comprensibile, gli eventi bellici hanno intanto portato alla promulgazione della legge 27.12.1941, n. 1570 che, sostituendosi alla già citata legge 29 maggio 1939, n.960, pianifica organizzativamente il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, suddiviso operativamente in Corpi Provinciali, Scuole Centrali e Direzioni Generali.
Pur rimanendo immutata l'articolazione territoriale dei singoli Corpi (tanti quante le Provincie del Regno) si individua il ruolo della superiore Direzione  e si unificano, su base nazionale, i Corpi medesimi, sino ad allora autonomi tra loro, con una propria individuazione attraverso una loro numerazione progressiva fatta secondo l'ordine alfbetico della città, secondo quanto già individuato dalla precedente legge n. 960/1939.
Nell'ambito dell'83° Corpo "Torino" e del territorio provinciale sono annoverati i seguenti Distaccamenti Volontari, sostanziale riconferma della preesistenza bellica:
1 Almese, 2 Alpignano, 3 Avigliana, 4 Balangero, 5 Borgone, 6 Bosconero, 7 Bricherasio, 8 bussoleno, 9  Buttigliera Alta, 10 Cambiano, 11 Carignano, 12 Carmagnola, 13 Caselle, 14 Castellamonte, 15 Cesana, 16 Chiomonte, 17 Chivasso, 18 Ciriè, 19 Claviere,   20 Condove, 21 Cuorgnè, 22 Druento, 23 Exilles, 24 Fenestrelle, 25 Fiano, 26 Foglizzo, 27 Giaveno, 28 Grugliasco, 29 Lanzo, 30 Lombardore, 31 Luserna S.Giov., 32 Mathi, 33 Montanaro, 34 Nole, 35 Piobesi, 36 Pragelato, 37 Riva di Chieri, 38 Rivalta, 39 Rivarolo, 40 Rivoli, 41 Robassomero, 42 Rondissone, 43 Salabertano, 44 San Benigno, 45 San Maurizio, 46 Sant' Antonio, 47 Susa, 48 Torre Pellice, 49 Ulzio, 50 Venaria, 51 Verolengo, 52 Vico.
Essi costituiscono il segno tangibile di un prezioso patrimonio storico ed umano, presente da sempre - seppur con diverse consistenze e forme - nelle singole realtà Comunali, in piena analogia con quanto era avvenuto, nelle stesse epoche, in tutte le principali Nazioni del mondo.
Intanto a Roma, nel settembre 1942 diventano pienamente operanti le Scuole Centrali Antincendio, nuova fucina di tutto il personale vigilfuoco del Corpo Nazionale recentemente costituito. Il 1° ottobre 1942 venne mobilitato il Battaglione Speciale Vigili del Fuoco richiesto dal Comando Supremo delle Forze Armate come struttura tecnica di appoggio per lo sbarco a Malta, allora in fase di avanzato progetto. Tale Battaglione, subito battezzato Santa Barbara, acquartierato nei pressi di Anzio per essere addestrato ad un impiego su mezzi da sbarco particolari.
Per consentire un più facile accesso all'isola mediterranea, strategicamente molto importante e costituita da un altopiano con coste ad andamento quasi verticale, le autoscale dei Corpi territoriali erano state privete delle torrette e delle volate, impiantate a loro volta su motozattere di grandi dimensioni. Quando poi l'impresa venne abbandonata, pochi mesi dopo, il battaglione speciale venne sciolto e l'attrezzatura restituita ai corpi primitivi.
Senza ulteriori particolari informazioni sulla vita della nostra squadra di Vigili del Fuoco si arriva quindi alla Liberazione.
Con il 25 aprile 1943, l'Italia chiude un grande libro della sua storia, per aprirne immediatamente un altro, diverso dal precedente, impregnato di una grande voglia di fare, che forse già da sempre nelle persone ma che, sino ad allora, non aveva potuto esprimersi nella sua piena vitalità.


DALLA RICOSTRUZIONE DEL DOPOGUERRA AD OGGI (1992)


Cessata la paura dei bombardamenti alleati, inizialmente soltanto notturni, poi addirittura eseguiti in pieno giorno, era d'obbligo - in tutti i settori di attività - effettuare un attento censimento delle ferite prodotte dalla guerra e conoscere così la disponibilità per la ricostruzione del paese. Dopo un'attenta analisi del territorio chivassese, dei suoi insediamenti industriali e delle sue risorse, nonchè della consistenza del personale e della attrezzatura ad esso assegnata, eseguita il 30 marzo 1945 dall'ufficiale addetto alla IX zona, il Comando dell' 83° Corpo Vigili del Fuoco "Torino", decide di riorganizzare la squadra chivassese.
Alla data del 13 agosto 1945, il Comando dell' 83° Corpo Vigili del Fuoco, verifica nuovamente e con minuziosa attenzione la consistenza delle attrezzature e dei materiali rimasti. Secondo quanto si rileva dal verbale di inventario della dotazione del Distaccamento, a Chivasso sono disponibili:
1 autocarro FIAT mod. 505,
targato VF 1244;
1 rimorchio con motopompa De Manresa MP.34/2T oltre a piccola attrezzatura di minor peso.
Probabilmente l'autocarro di cui sopra di targa più recente del precedente FIAT 621 pur trattandosi di un modello più antico del medesimo, era stato requisito durante il periodo bellico ed assegnato, da parte del Corpo Comando dell'83° Corpo Provinciale "Torino", alla squadra di Chivasso in sostituzione del precedente automezzo, forse trasferito nel capoluogo a fronte delle più pressanti esigenze belliche. In un'altra fotografia dell'epoca, di poco precedente a quest'ultima, appare in dotazione un altro autocarro attrezzato, un
FIAT 15ter targato VF 536, che proveniente dal Corpo VVF di Pieve di Cadore (BI), era stato assegnato da parte della Direzione Generale del Corpo Nazionale, l'11 novembre 1942, all'83° Corpo "Torino", in analogia con altre assegnazioni, per aggravarsi delle esigenze di soccorso connesse con i bombardamenti aerei alleati sulle grandi città del Nord.
Il Comando dell'83° Corpo aveva poi determinato l'assegnazione del medesimo alla squadra di Chivasso.
Sta di fatto che, nella redistribuzione delle attrezzature e dei mezzi effettuata dal Comando medesimo ad eventi bellici conclusi, ritornò in dotazione alla squadra di Chivasso l'originario autocarro FIAT 621 VF 777.
La fine della guerra è ormai un fatto quasi lontano ed al futuro si guarda quindi con rinnovata serenità per la ricostruzione in atto.
Giustamente quindi lo Stato si ricorda dei suoi figli più degni. Forse non tutti e forse senza il giusto rispetto.
Del nostro concittadino Francesco Petratto però lo Stato non si è dimenticato. Il suo valore durante il bombardamento aereo di Savona del 23 ottobre del 1942, gli determina il 13 gennaio 1947, da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, il diploma di benemerenza con la seguente motivazione: "In occasione della notevole operazione di servizio in seguito al bombardamento aereo della città di Savona avvenuto il 23.10.1942 data prova di coraggio, di speciale capacità e zelo con utile rendimento".
Nell'ambito della riorganizzazione post-bellica delle strutture pubbliche il geom. Vittorio Rivetti, Tecnico Comunale, cessa nel giugno 1947 di avere la direzione e la responsabilità per conto del Comune di Chivasso, del locale Distaccamento VVF, ormai pienamente integrato, sia amministrativamente che gerarchicamente, nell'ambito del corpo Nazionale Vigili del Fuoco, senza più alcuna correlazione con le strutture amministrative locali, sia comunali che provinciali.
Ecco quindi che la gestione e la responsabilità di uomini e mezzi ed attrezzature, debitamente inventariate da parte dell'83° Corpo VVF "Torino", passa nel giugno 1947 al V. Brig. Franceso Petratto.
Molto bella e di alto impegno morale appare la sua lettera di ringraziamento del 19 giugno 1947 al Comandante Provinciale ing. Sala: poco più che trentenne, con entusiasmo egli auspica di poter"...mettere qualcuno in organico..." e garantisce che se riceverà macchine "...migliori mi farà molto piacere.."
In data 8 ottobre 1948 il Comando Provinciale ritira da Chivasso una delle due vecchie pompe a mano Berzia, fuori uso da tempo, con il relativo carrello e restituisce l'ACM riparato da un guasto occasionale. Nell'occasione da parte dello stesso Comando si esprime al Distaccamento un formale elogio perchè "...dalla ispezione al materiale ed al locale, è risultato che tanto l'uno che l'altro sono tenuti puliti e in ordine".
Nel luglio 1949 vengono eseguiti i lavori di chiusura completa dell'autorimessa, ormai ubicata nell'estremo Nord dell'attuale posizione.
Si riporta il verbale di verifica  dell' 8.4.1950. Di fronte a tanta serietà e professionalità da parte di tutti, il giusto riconoscimento dei loro meriti e gli elogi non possono mancare: ecco quindi che, dopo una delle periodiche ispezioni, il Brigadiere VVF Enrico scrive il 12 maggio 1950 che: "...il locale ed il materiale sono tenuti con cura e pulizia. Il Capo Squadra è un ottimo elemento, volenteroso e pieno di entusiasmo.
...l'inventario è risultato conforme alla dotazione..."
A rimarcare uno spirito di rinnovata efficienza per il locale Distaccamento ecco il progetto di ristrutturazione, predisposto nel maggio 1957 che prevede in particolare la realizzazione dell'uscita dell'autorimessa direttamente dalla via, in sostituzione di quella sul cortile interno del Palazzo Municipale, l'inserimento di un impianto di riscaldamento, la copertura dell'autorimessa, nuovi pavimenti e nuovi intonaci alle pareti.
Parallelamente a questa iniziativa, era giunta dal Comando Provinciale il 24 maggio 1957 la garanzia di assegnazione di una nuova autopompa, specificatamente destinata al Distaccamento di Chivasso. La consegna della nuova autopompa, promessa dal Ministero alcuni mesi prima, avviene il 22 dicembre 1957: si tratta di una AP OM Leoncino, targata VF 4709.
In conseguenza alla maggior autonomia operativa del Distaccamento di Chivasso viene ridefinito il territorio di competenza assegnando alla squadra chivassese anche: Comune di Brandizzo, Brozolo, Casalborgone, Castagneto Po, Montanaro, Monteu, S.Raffaele Cimena, S. Sebastiano Po.
Domenica 27 aprile 1958, nella piazza d'Armi, ebbe luogo la prima manifestazione pompieristica tenutasi nell'ambito del territorio chivassese. Sia il Comandante dei Vigili del Fuoco dell'83° Corpo "Torino" ing. G. Oriani, sia il Sindaco della Città di Chivasso, cav E. Ragazzi si premurarono di far conoscere la manifestazione ai chivassesi.
E fu con estrema commozione che il Sindaco riscontrò l'altissima partecipazione della Cittadinanza, e non solo di essa, alle manovre ed ai saggi che il personale permanente e volontario del Comando Prov. VVF di Torino seppero rappresentare con estrema maestria in quell'occasione.
Ultimati anche gli ultimi lavori di ristrutturazione della caserma, il Sindaco dott. Domenico Gamba, invita Autorità e cittadinanza all'inaugurazione dei suddetti locali prevista per domenica 27 marzo 1966.
Il 25 luglio 1966 l'autopompa-serbatoio Bedford ed il Leoncino OM vengono sostituiti con un mezzo più potente, un FIAT 640N dotato di un serbatoio da 2.000 lt di acqua.
Il rinnovamento del parco veicolare subisce poi un nuovo incremento nel 1969, allorquando il Comando provinciale sostituisce il FIAT 640/N con un più recente modello di
APS/AMP, l'OM Tigre MES VF 7759, che rimarrà in dotazione per circa quattro anni.
Una caratterizzazione più marcata del servizio erogato dai Vigili del Fuoco emerge dal DPR n.1077 del 28 dicembre 1970, con il quale le vecchie denominazioni in uso per il personale operativo, basate ancora sulle vecchia gerarchia militare applicata ai diversi gradi, vengono sostituite con altre più attinenti al servizio civile, quali Capo Reparto, Vice Capo Reparto e Capo Squadra.
Parallelamente alle assegnazioni delle diverse autopompe, viene assegnata alla squadra di Chivasso, nel 1971, una camionetta FIAT 1101-A Campagnola, targata VF 9271, con relativo rimorchio VF302, barca e motore fuoribordo, perché la squadra di cui trattasi potesse intervenire anche nell'ambito dei numerosi corsi e specchi d'acqua esistenti sul territorio di pertinenza.
L'APS OM Tigre MES viene sostituito, nel 1973 con un mezzo veramente efficiente e robusto, l'OM 150-C VF 8801. sostituita poi nel 1981 dall'autopompa OM 150-2C VF 10339.
A ricordo del 90° Anniversario della costituzione del Distaccamento di Chivasso e per far conoscere alla cittadinanza uno dei doni di F. Petratto ai suoi colleghi pompieri viene diffusa una locandina, gratuitamente stampata dalla cortesia della Tipografia Vivenza di Chivasso.
E ancora oggi, in molte aziende ed esercizi commerciali capita di vederla appesa. Simpatico gesto gesto di uomini che, così facendo, esprimono il loro grazie all'opera quotidiana di uno sparuto manipolo di giovani generosi.
A titolo di cronaca, per quanto concerne il parco automezzi, a fine 1982, esso risulta costituito da: Un'autopompa-serbatoio OM 150, un'autoveicolo leggero attrezzato per incidente stradale Alfa Romeo ed una camionetta FIAT 1101-A Campagnola, completa di rimorchio e barca.
In prossimità delle feste natalizie, nel 1982 in occasione del 90° Anniversario del Corpo chivassese un gruppo di imprenditori chivassesi dona un' attrezzatura di sollevamento composta da due cuscini e dalla relativa centralina di comando.
L'attrezzatura è estremamente moderna ed il Distaccamento di Chivasso è l'unico Distaccamento a possederla, oltre alla squadra di prima partenza del Comando Provinciale di Torino.
Come doverosa riconoscenza verso un amico che, nell'umiltà che gli era propria aveva privato la sua famiglia delle testimonianze più care della sua vita come pompiere per donarle ai suoi colleghi, il Distaccamento di Chivasso decide di iniziare, nell'aprile 1988, la procedura per dedicare la locale caserma al concittadino Brig. Francesco Petratto. Le foto del Corpo all'atto della sua costruzione nel lontano 1892 e l'elmetto del padre Giuseppe (in copertina al presente volume),
che faceva appunto parte del Corpo medesimo, diventano i cimeli più preziosi del Distaccamento.
Oltre al quotidiano impegno nel servizio di soccorso, vanno ricordati i numerosi servizi d'ordine che, nell'ottica di una costante disponibilità verso i problemi della cittadinanza, soprattutto laddove il Vigile del Fuoco può meglio esplicare la propria professionalità, i Volontari chivassesi, a volte anche in stretta collaborazione con i colleghi sia permanenti che volontari di Sedi vicine, hanno espletato.
Tra questi ricordiamo i principali.
Ogni anno, il presidio effettuato durante la chiusura del Centro storico per la manifestazione carnevalesca del "Carnevalone di Chivasso".
Di ben più impegnativo livello l'opera di alta responsabilità compiuta, durante la visita del S. Padre Giovanni Paolo II
a Chivasso il 19 marzo 1989, allorquando, mettendosi a disposizione della Diocesi di Ivrea, ed in particolare della Parrocchia di S. Maria Assunta di Chivasso e di tutta la cittadinanza, si accollarono, nell'ambito del proprio organico, ogni onere connesso con la progettazione dei settori in cui distribuire le migliaia e migliaia di spettatori, il dimensionamento delle vie di esodo e lo sviluppo dei percorsi, nonché la dislocazione dei punti di soccorso e l'attento presidio di tutti i punti di accesso e delle posizioni cardine della manifestazione medesima: il risultato fu impeccabile e lo stesso Santo Padre ebbe modo di gratificare personalmente, all'atto del Suo Commiato da Chivasso in elicottero, i Vigili del Fuoco chivassesi.
Con Delibera di Consiglio Comunale del 18 luglio 1988 il Comune di Chivasso dedica la Caserma
del Distaccamento VVF Volontari di Chivasso all'illustre concittadino Brig. Francesco Petratto, riconoscendone la validità del suo esempio ed il significato morale del suo operato.
A riconoscimento dell'impegno e della professionalità quotidianamente espressa dal Distaccamento VVF Vol. di Chivasso il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Torino descrive il nostro distaccamento come "…uno dei più operativi ed affidabili operanti sul territorio" in una nota del 0 novembre 1987 alla D.G.P.C. e S.A. del Ministero dell'Interno.
Il 24 febbraio 1989, la Direz. Gen. Della Protezione Civ. e dei Serv. Antinc. Del Min. dell'Interno comunica il proprio nulla-osta a che il Comando Prov. VVF di Torino accetti la donazione dell'autoveicolo IVECO 40.10 WM
offerto dal Comitato promotore con nota del 22 giugno dell'anno precedente.
A questo punto, con l'acquisizione di tutte le necessarie approvazioni, si poteva iniziare la programmazione della manifestazione che avrebbe dovuto far conoscere alla popolazione l'iniziativa felicemente conclusasi.
Una procedura più unica che rara, attivata attraverso la solita strada della buona volontà da parte di persone di buon senso, stava consentendo, per la prima volta in Italia, la donazione allo Stato, da parte pi privati, di un vero e proprio veicolo di soccorso, estremamente moderno ed efficiente, unico nel suo genere ed appositamente progettato, nel suo corredo di attrezzatura di soccorso, da parte del personale chivassese.
Talmente valido che, parallelamente a quanto realizzava in quel tempo il locale Comitato promotore, la Direzione Generale della Prot. Civ. e dei Serv. Antinc. Del Ministero dell'Interno stava valutando alcuni prototipi simili al nostro automezzo e forniti da una grande azienda del settore, per una possibile successiva acquisizione del modello medesimo per le squadre dei singoli Comandi Provinciali.
Erano quindi più che giustificate la felicità che aleggiava nel personale del nostro Distaccamento per il successo raggiunto e l'impazienza di poter usare il nuovo e più veloce mezzo, al posto del furgone FIAT 238, che ormai sostituito, nella funzione di soccorso per incidenti stradali, il glorioso ACT Romeo VF 6007 donatoci dai colleghi bellunesi sette anni prima.
Poco  per volta, il programma della manifestazione prende forma e, in una piacevole collaborazione del personale chivassese con i colleghi permanenti di Torino e i colleghi volontari di parecchi Distaccamenti della Provincia, sabato 17 giugno 1989 si predispone la formalizzazione della consegna dell'automezzo.
La manovra tecnico-professionale che ha luogo in piazza della Repubblica, colpisce tutti i numerosissimi presenti per la professionalità e l'efficienza dei vigili e delle squadre operanti all'interno delle singole prove.
Giochi di scale, salti nel telo, discese dalla cima del campanile del Duomo, salvataggio in incidenti stradali, passaggi acrobatici sulle autoscale sono i principali temi svolti dai Vigili del Fuoco in circa due ore di saggio entusiastico ed entusiasmante.
A rendere più solenne e veramente indimenticabile la giornata, al termine della manovra, si procede alla dedica della Caserma di via Defendente Ferrari  al Brig. Francesco Petratto, in attuazione alla delibera del Consiglio Comunale n. 135 del 18 luglio1988.
Madrina della Caserma "Brig. Francesco Petratto, non può essere altri che la sua gentilissima figlia, la signora Mariuccia Torasso Petratto, che con entusiasmo partecipa con noi alla cerimonia, iniziando così una presenza, tra i colleghi del padre e del nonno, che si rinnova ogniqualvolta se ne presenta l'opportunità.
In ambito Nazionale il 1991 ci consegna il 50° anniversario della costituzione del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, nato appunto con la promulgazione della legge 27.12.1941 n. 1570: si creano i giusti presupposti per dare vita, in tutti i capoluoghi di provincia, ad iniziative di vario genere, tutte finalizzate al raggiungimento di una migliore conoscenza, presso la gente, del Vigile del Fuoco e del suo multiforme lavoro.
Si origina così una simpatica gara tra i singoli Comandi, in cui ognuno cerca di dare nell'ambito delle scarsissime risorse disponibili ma facendo contemporaneamente ricorso a tutta la migliore fantaia italica - il proprio meglio.
E così, sotto la canicola di Asti, sotto la pioggia torrenziale di Aosta e poi ancora nel freddo gelido e tagliente di Torino, si svolgono agli occhi di un attento e numerosissimo pubblico scenografie di soccorso ed esercizi di abilità di estrema professionalità, in collegamento ideale con quelle manifestazioni nazionali e internazionali di inizio secolo.
Rassegna di scale, funi utilizzate come supporto di giochi di equilibrio, salti da mozzafiato da cornicioni sempre più alti, mezzi impotenti abilmente condotti come se fossero minuscoli giocattoli di latta, carambola di autovetture, dardi di gas infuocato che escono all'improvviso da bombole impazzite e da tubazioni aeree incandescenti, uomini alacri e imperturbabili che lavorano su fabbricati in preda alle fiamme: anche la squadra di Chiavasso, insieme con quella di altri Distaccamenti Volontari della provincia, ha così scritto la sua pagina di presenza a fianco dei colleghi permanenti, nell'ambito del 50° anniversario del Corpo Nazionale, in corretta analogia alle quotidiane pagine di lavoro - fianco a fianco - negli interventi di soccorso.
L'attestato di partecipazione, espresso dal Comando nei riguardi di tutti coloro che hanno donato parte del loro tempo libero per la riuscita della manifestazione, ha gratificato tutti dell'impegno profuso, testimonianza scritta di una scelta operata per il successo di una serie di iniziative umanitarie il cui ricavato venne devoluto all'A.I.S.M., a favore cioè di chi soffre per la sclerosi multipla.
Ma il libro dei ricordi è un libro infinito. Finisce il 1991 con il 50° del Corpo Nazionale ed arriva il 1992, che ci propone il 100° anniversario della nascita del Corpo dei Vigili del Fuoco di Chivasso.
Nell'ambito della programmazione delle iniziative a ricordo del centenario del corpo VVF Vol. chivassese ed a seguito di nostra specifica richiesta in proposito, la Regione Piemonte, con lettera della Presidenza della Giunta Regionale, n.388 del 3 marzo 1992 concede il proprio patrocinio alla manifestazione, a riconoscimento palese e gradito del valore storico e speciale dell'iniziativa nonché, soprattutto, a riconoscimento dell'opera di servizio espletata quotidianamente da cento anni a questa parte dei volontari VVF della squadra chivassese.
E con questa notizia si conclude la carellata di informazioni sulla vita, sui problemi, sugli uomini sui quali si è imperniata, dalle sue origini ad oggi, l'attività del Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari di Chivasso.
Minuscola tessera di uomini impegnati all'interno di quel grande mosaico del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, ieri essenzialmente baluardo contro il fuoco, il peggior nemico della vita dell'uomo e dei insediamenti urbani, oggi spina dorsale, in quanto unica struttura tecnica istituzionale di soccorso, della Protezione Civile.
Un insieme di uomini, nell'ambito delle proprie differenti professionalità, impegnati per primi, nelle scelte di campo su tutti i fronti della sicurezza, sia come fonte normativa di prevenzione, sia come Ente certificatore di congruenza delle attività umane alle leggi vigenti, sia ancora come sistema cardine del soccorso all'uomo, ovunque e comunque esso si trovi in difficoltà.
E con ciò, non rimane che passare il testimone a chi, con respiro più ampio e con nuove più interessanti fonti documentali, vorrà un giorno proseguire la strada si qui percorsa. (1992)


Riassunto tratto dal libro "I Vigili del Fuoco a Chivasso, una storia di cent'anni".

Un sentito ringraziamento all' Arch. Ing. Camillo Vaj, Ufficiale Volontario dei Vigili del Fuoco del Distaccamento di Chivasso dal 1971 al 2008, per la cura e la passione con cui ha scritto questo importante libro che festeggia il centenario della costituzione dei Pompieri chivassesi.


 
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